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La Narrativa di genere

La Narrativa di genere

LA NARRATIVA DI GENERE
di Delos Veronesi

Buongiorno a tutti, oggi vorrei affrontare un tema molto caro ai lettori e che da anni divide il mondo della letteratura: la classificazione della narrativa di genere e il suo reale valore.

Con narrativa di genere si fa riferimento a tutti i romanzi, racconti o antologie che contengano peculiarità in grado di poterli catalogare in un genere letterario specifico. L’utilizzo delle ambientazioni, di particolari personaggi, o elementi caratteristici ricorrenti sono alcuni dei dettagli che aiutano a determinarne l’appartenenza e la sua collocazione.

Per anni, e in parte anche ora, il pubblico italiano ha considerato la narrativa di genere “inferiore” rispetto a quella contemporanea, relegandola a una pura finzione intrattenitiva e non paragonabile alle grandi opere di rilevanza sociale.

A parte la mia personale opinione, che ovviamente è contraria a questa categorizzazione immotivata, credo che sia doveroso osservarla più a fondo per comprenderne il reale valore.

Iniziamo con il primo e il più famoso dei generi.

FANTASY

Il Fantasy è un genere letterario che ruota attorno a elementi magici, a divinità capricciose e a popoli/razze in costante guerra tra loro. La magia e la presenza di un conflitto tra due o più fazioni è un tema comunemente accettato all’interno di questo tipo di lettura, arricchisce un’ambientazione che spesso (ho detto spesso e non sempre) richiama le varie tipologie di feudalesimo medievale apparse sulla Terra e crea i presupposti per un’avventura epica. Capace di affascinare il pubblico con la forza immaginaria della fantasia, fino a non molti anni addietro qualunque titolo che non rientrasse nella fantascienza, nel giallo o nell’horror veniva etichettato come Fantasy. Da Dracula a Harry Potter, passando per Dr Jekyll e Mr. Hyde e altri romanzi similari, il Fantasy ha fatto da contenitore a moltissime grandi opere che oggi possiamo collocare in altri generi più appropriati.

Se partiamo dal presupposto, anche un po’ provocatorio, che molti dei miti classici che abbiamo studiato a scuola potrebbero essere etichettati come racconti Fantasy, possiamo facilmente comprendere come questa tipologia di narrazione sia parte integrante della nostra cultura e di come abbia sempre affascinato i lettori.

Imprese eroiche compiute da persone comuni, battaglie contro le forze del male, viaggi avventurosi alla ricerca delle proprie potenzialità sono solo alcuni degli elementi che hanno fatto sognare i lettori. Alcuni esempi: la lotta tra Thor e Loki, la battaglia di Troia, l’impresa di Frodo o le battaglie di Drizzt Do’Urden vi fanno capire come il Fantasy sia presente nella memoria di tutti. Sono certo che di questi ne conoscete almeno due e che, anche se non vi ritenete appassionati del genere, li avete apprezzati.

Il percorso di crescita di un trovatello in chiave Fantasy, che affronta le difficoltà della vita fino al suo riscatto finale, ha lo stesso impatto emotivo che potrebbe avere in un’ambientazione contemporanea. Ciò che cambia è il contesto in cui si svolgono le azioni e non il contenuto della storia. Al posto della terribile direttrice dell’orfanotrofio ci sarebbe il capitano del porto in cui vive, i fucili dei soldati sarebbero sostituiti da spade e la grande vita di Londra sarebbe quella di un regno ai piedi di un castello.

Se Il Signore degli Anelli fosse stato ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, e lascio a voi il piacere di fare ciò che ho fatto io ricollocando tutte le pedine, avrebbe lo stesso impatto epico del testo originale. Le metafore sull’ineluttabilità del male, sul modo in cui gli umani invocano l’aiuto delle divinità o le devastazioni della guerra, sarebbero le stesse. Non ci sarebbero differenze.

Il Fantasy è un grandissimo genere letterario che ha affrontato temi come la guerra razziale, il totalitarismo, il femminicidio e la rivalsa dei più deboli.

Non ha nulla da invidiare alla narrativa non speculativa e, per quanto possa non piacervi, nessuno di noi ne è rimasto esente. Tutti, almeno una volta, abbiamo amato un fantasy e lo portiamo ancora nel cuore.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

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