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Anna – Cetta De Luca

4.75 su 5 in base a 4 valutazioni del cliente
(4 recensioni dei clienti)

 10.00

 

Quando il profumo si spandeva ovunque, nelle case, per la strada, nell’aria tersa e neutra del mattino, allora se ne aveva la certezza: era giorno di festa, il pane era nato.” Le radici della storia di Anna affondano nei riti antichi, quelli che le donne si tramandano per generazioni, quelli della natura che fa il suo corso, anche nei rapporti umani. E c’è sempre un destino segnato da combattere o assecondare per far sì che il rito sia propiziatorio. Quando però al destino si sommano gli eventi di una guerra, allora la storia spariglia.
Annina Lojacono non è una ragazza qualunque. Caparbia, ribelle, mal si adatta alle convenzioni di una famiglia del Sud, tanto meno quando le viene imposto un fidanzamento e un matrimonio con uno sconosciuto. Ma il cuore percorre strade misteriose per compiere le sue scelte, e Angelico Buonomo, più per fortuna che per merito, riesce a compiere il miracolo e a sposare la donna che ama. Fortuna che durerà ben poco. Il giovane si ritroverà ben presto a doversi separare dalla novella sposa, proprio nel momento in cui la loro vita stava per intraprendere un nuovo corso, e da quel momento ogni evento contribuirà a rendere la separazione più lunga e dolorosa. La guerra, la prigionia, la distanza saranno solo alcuni degli ostacoli che si frapporranno alla riunificazione dei due giovani, dopo dieci anni. E Annina non è certo una Penelope che attende il suo Ulisse tessendo la tela. Trame ben più fitte dovrà districare, segreti da tenere ben custoditi, rivelazioni che rischieranno di distruggere il fragile equilibrio che, nonostante tutto, bisogna mantenere, specie durante un conflitto di portata mondiale. E a legare tutto ci saranno le lettere, memorie epistolari da custodire per mantenere vivo il ricordo e desta l’attenzione.
Dal 1937 al 1947, sullo sfondo dell’Italia fascista e della guerra nelle colonie, un viaggio che sorvola Africa, India e Australia, e una storia d’amore e di guerra il cui finale non è affatto scontato.

 

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4 recensioni per Anna – Cetta De Luca

  1. 4 di 5

    :

    La trama, per sommi capi.
    Anna è una ragazza siciliana con la quale il destino pare divertirsi parecchio. Le accade un po’ tutto contro la sua volontà, e dalla sua ottica ristretta e universale pare che anche la Storia ci metta un particolare accanimento. Cambierà molto rimanendo la medesima che era, oppure, se preferite, diventerà completamente diversa pur essendo sempre federe a se stessa. Intorno a lei un mondo si stravolge e diventa il nostro, mentre Anna continua a insegnarci cosa sono i sentimenti e come li si difende.

    Fuori l’autore.
    Cetta De Luca dopo quattro romanzi e quattro editori – più tante presenze in antologie – non sembra che abbia voglia di fermarsi, per nostra fortuna: conosce molto bene sia la Storia che le storie, e tratta col tatto più adeguato entrambe. Dàje così.

    La recensione in senso stretto.
    Il tempo non solo non è definibile, ma non è neanche unico. La fretta di crescere di Anna si scontra con la lentezza della vita nel suo paese siciliano;* il quale farà scontrare le sue tradizioni con una guerra veloce nei mezzi e nelle decisioni ma lenta negli effetti. Gli anni di attesa per un amore che non sarà quello voluto, Anna dovrà pagarli aspettando un uomo che non ha scelto – e intanto, il tempo nuovo di un figlio che cresce solo con una idea di padre. Per raccontare queste differenti velocità De Luca mette in campo un linguaggio solo apparentemente semplice, con il compito di lasciare intatte quelle sfumature di significato che forse – chissà – qualcosa renderà eterne. Mentre là fuori una guerra coinvolge il mondo, qui Anna aspetta combattendo non meno alacremente sul fronte dei sentimenti, suoi e dei suoi cari; nel contesto apparentemente più privo di scelte, le straodinarie possibilità, nel bene e nel male, dell’animo umano si verificano quasi tutte.

    Perché dovrei leggerlo.
    Perché i romanzi nei quali si prova ad affrontare tutto – la natura la vita la guerra l’amore la morte il sesso la genitorialità… – sono sempre di meno e non è il caso di mancare quei nobili tentativi che, a dispetto del mercato editoriale, ancora esistono. Perché non c’è miglior manuale di scrittura di un buon romanzo. Perché in “Anna” si racconta una parte importante della nostra identità popolare, e – cosa non meno importante – ci sono le parole migliori per raccontarla.

    * mi fa notare l’autrice che nel romanzo non c’è modo di identificare il contesto geografico del paese di Anna. Quindi, che sia siciliana lo dico io e non lei – ciascuno ci metta pure il paese che più desidera.

    (dal mio blog http://trotzdemnonostante.wordpress.com/)

  2. 5 di 5

    :

    Fin dall’inizio il romanzo rivela il suo filo conduttore. Ci sono due tempi ben definiti: quello intimo di una donna che affronta le avversità della vita e quello del mondo che la circonda. Il primo corre a una velocità quasi supersonica: perché Anna deve affrontare di tutto e lo fa con la delicatezza di emozioni contrastanti, forti, in crescita come lei. Il secondo pare invece mettere ogni sorta d’ostacolo, perché questo fa la storia, rallenta, congela, distorce le aspettative dell’essere umano.
    Eppure Anna è una ragazza, una donna che cammina a testa alta: un esserino meraviglioso che mal si adatta al contesto di un’Italia devastata da tutto. Dalla guerra, dalla povertà, dalla prigionia. E dal pregiudizio di un piccolo mondo antico, dove tutto si tramanda e poco si rinnova.
    Una lettura splendida per chi non ha paura di farsi invadere dai sentimenti (e ci sono davvero tutti, una gamma di sfumature umane diverse e di rara bellezza) e dalla forza con cui vengono affrontati, vissuti, dolorosamente attesi o perduti.
    Consigliatissimo.

  3. 5 di 5

    :

    “Anna”, romanzo dell’autrice Cetta De Luca che viene da un editore del calibro di Giulio Perrone, è un po’ la storia delle nostre nonne, di quelle che hanno vissuto la guerra.
    Ambientato in Calabria, a Cirò, narra dell’odissea al femminile di Annina, costretta ad attendere per dieci anni il suo novello sposo, Angelico, perso nelle pieghe della II Guerra Mondiale.
    Un romanzo bellissimo e scritto benissimo, su questo non ho bisogno di discutere.
    Vorrei soffermarmi, piuttosto, sulla potenza dei personaggi, cominciando dalla forte affermazione femminista di Anna.
    La protagonista è Penelope, quel tipo di donna di cui le odissee si dimenticano di raccontare perché, evidentemente, le avventure erotiche degli Odissei in giro per l’Egeo sono più interessanti (ah, Odisseo, eroe marpione!).
    Anna è una donna fortissima nella sua affermazione di sé, una donna che non ha timore a rivendicare i suoi diritti nei confronti del marito. “Annina ha fatto la guerra,” gli dice, quando finalmente lui riesce a tornare a casa.
    In effetti, mi sono sempre domandata perché anche Penelope non si sia comportata così con quell’idiota maschilista di suo marito – ma magari l’ha fatto, solo che Omero ha ritenuto più prudente non raccontarlo in giro. Del resto c’era già Clitemnestra che aveva assassinato Agamennone nella vasca da bagno…
    Tornando ad “Anna”, il contraltare della donna forte è l’uomo fragile e ingenuo, che spera di venir perdonato semplicemente facendo gli occhioni da cucciolo.
    L’autrice sostiene che la lettura di questo romanzo possa aiutare gli uomini a comprendere l’universo femminile; nulla di più vero.
    La narrazione è resa più ricca dall’ottima ricostruzione dell’ambientazione, soprattutto la cantina della famiglia di Anna che l’autrice ha estratto dai ricordi della sua infanzia.

  4. 5 di 5

    :

    “Anna”, la storia di una Donna con la “D” maiuscola magistralmente scritta da una fluida e ricercata penna femminile, che impeccabilmente non solo ha narrato un fedelissimo spaccato degli anni quaranta del secolo scorso devastati dalla seconda guerra mondiale, ma è riuscita nel difficile compito di immedesimarsi negli stati d’animo di un vissuto non suo trasmettendo la stessa rabbia, le stesse paure e le stesse emozioni provate dai protagonisti nel susseguirsi degli accadimenti, creando in tal modo una sorta di empatia tra il lettore e la storia stessa. Quindi un plauso all’autrice Cetta de Luca per averci regalato questo coinvolgente romanzo

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