Emilio Seminci e i Giorni dell’Umanesimo – Tarek Komin

(13 recensioni dei clienti)

“Emilio Seminci e i Giorni dell’Umanesimo” di Tarek Komin

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Emilio Seminci giunge a Grama per sottoscrivere un contratto con Sandro Ticchi, potente uomo d’affari, in modo da salvare il suo posto nella ditta del signor Appi.

In quel periodo la città è però animata dai Giorni dell’Umanesimo, rievocazione storico-cittadina a base di sontuosi banchetti, velluti rinascimentali e combattimenti, in cui quattro rioni si trovano in competizione tra loro per aggiudicarsi il palio cittadino.

Emilio viene suo malgrado coinvolto in questa costruita messinscena, ma scopre ben presto che la simulazione non si limita alle sole rievocazioni: resta infatti intrappolato nella fitta rete di relazioni sociali, di intrighi e alleanze inaspettate in cui il doppiogioco è la regola e la realtà spesso resta velata dall’apparenza.

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13 recensioni per Emilio Seminci e i Giorni dell’Umanesimo – Tarek Komin

  1. Marco Goti

    Ho trovato “Emilio Seminci e i Giorni dell’Umanesimo” un libro piacevole da leggere e cosa più importante in nessuna sua parte delle oltre 500 pagine mi ha annoiato, l’autore ha avuto il merito di saper distribuire in maniera elegante i tanti personaggi, i dialoghi e soprattutto la descrizione dei luoghi e degli stati d’animo che attraversano tutto il libro, fino all’ultima pagina.
    Viene spontaneo fin da subito fare il tifo per Emilio.

  2. Alessia Bracchini

    “Emilio Seminci e i Giorni dell’Umanesimo” è un libro che mi è piaciuto tantissimo. Ho amato fin da subito l’ambientazione realistica ma al tempo stesso surreale di Grama, ed i suoi abitanti, ognuno con i suoi intrighi e le sue storie da raccontare. La lettura scorre veloce, grazie anche ai numerosi avvenimenti che si succedono uno dopo l’altro. E’ il classico libro che leggi tutto d’un fiato per sapere cosa succederà nella pagina successiva.

  3. Jack Torrance

    Emilio Seminci e i Giorni dell’Umanesimo è una storia avvincente, un ritratto umoristico/malinconico dei giorni nostri.
    Ti tiene incollato al libro dall’inizio alla fine. Le pagine sono numerose ma riescono a risultare mai banali.
    VIVAMENTE CONSIGLIATO

    Leggere fa bene alla mente.
    Leggere un prodotto di qualità è decisamente terapeutico.

  4. Umberto Canosci

    Non sono certamente un critico, ma un semplice lettore.
    “Emilio Seminci e i giorni dell’umanesimo” è una storia coinvolgente, appassionante: dove nulla è scontato e il susseguirsi degli eventi prende il lettore in maniera naturale e sempre con più foga di sapere.
    Lo stile è pulito, limpido. Le descrizioni degli ambienti e dei personaggi non lasciano nulla al caso: al punto che con l’avanzare della storia è facile costruirsi con l’immaginazione i volti dei personaggi, le situazioni e il luogo ove essi si svolgono.
    Gli stessi personaggi diventano familiari, arrivando quasi a diventare persone reali che potreste incontrare uscendo di casa o vostri infimi/fidati vicini o confidenti.
    La maturità artistica dell’autore è quindi evidente, chiara: frutto di una passione per la scrittura che traspare da ogni parola presente nel libro.
    Consigliato vivamente mi auguro che abbia il riscontro che quest’opera merita sin dalle prime pagine di lettura.

  5. Lorenzo Ciabatti

    Ho letto “Emilio Seminci” in pochi giorni, una lettura appassionante, più si va avanti e più si ha voglia di sapere cosa succederà perchè i colpi di scena sono molti e puntuali, grandi o piccoli, e ogni volta che si prova a farsi una idea di come si svolgeranno gli eventi, questa viene subito stravolta nella pagina successiva. I personaggi sono molti, persone e animali, ben costruiti, dinamici, creano un ambiente vivo dove ci si immerge molto bene, in alcuni frangenti mi sono trovato a ridere mentre leggevo, in altri a riflettere sulle dinamiche sociali che ricordano quelle di molte piccole realtà del nostro territorio. Mi è piaciuta anche la descrizione dei luoghi, dei riti e la mappa di Grama allegata al libro che aiuta a immergersi nella geografia del paese. Una piacevolissima lettura, la consiglio sentitamente a tutti.

  6. Riccardo Signorelli

    FANTASTICO!!!
    La trama è veramente bella e ricca di colpi di scena. I personaggi sono stati caratterizzati in modo cosi magistrale che mi sono trovato ad amarli e odiarli per la loro umanità! Le scene descritte tavolta sono così surreali da sembrare proprio vere: alzi la testa dal libro, sorridi, e vai avanti tutto d’un fiato!

  7. Michela Mirabucci

    ECCELLENTE!!
    è un libro vivo , vero… i personaggi sono curatissimi e finisci per non dimenticarti mai il loro nome. Mentre fai le tue cose quotidiane spesso ti domandi:” che ne sarà di?”…. oppure :” cosa accadrà a ??” ed è bellissimo poter tornare a casa e riprendere in mano il libro e viverlo così , per la meraviglia che è. Di sicuro uno dei più belli letti negli ultimi anni. Lo consiglio davvero a tutti perché è facile riconoscerci , affezionarsi ora ad una storia e rimanere poi assolutamente di stucco quando tutto cambia. L’autore è stato davvero bravo a creare tutti questi colpi di scena , a farci vivere le emozioni di ogni personaggio a sentirne proprio anche i sensi. Bravo a descrivere minuziosamente i dettagli e poi ancora incantevoli i riferimenti , l’ambiente , tutto. Non meno importante anche la bellezza proprio oggettiva del libro , il colpo di genio nell ‘inserire la cartina di “Grama” per aiutarci a capire e vivere ancor più le situazioni e i luoghi e infine la fierezza di vederlo nella mia libreria ogni giorno. Sono certa che presto lo rileggerò. CONSIGLIO A TUTTI DI FARE LO STESSO. GRAZIE AL BRAVO SCRITTORE TAREK KOMIN

  8. Alessia M.

    Ho letto il libro tutto d’un fiato! La trama è divertente ed eccitante tanto che ho portato il libro sempre con me in borsa per continuare la lettura ogni volta che ne avevo occasione. L’autore ha una capacità straordinaria, quella di riuscire a far sentire il lettore dentro alla storia: io sono riuscita a passeggiare per le vie della città di Grama e a conoscere e affezionarmi ai personaggi, con i loro pregi, difetti e modi stravaganti! Lo consiglio vivamente a chiunque ha voglia di immergersi in una strabiliante avventura seguendo, nei minimi dettagli, la vita di tutti i personaggi! Grazie per averci regalato una lettura così coinvolgente!

  9. Mirco Giubilei

    Una trama coinvolgente fin dalla prima pagina. Leggendo questo splendido romanzo (ma è giusto definirlo “solo” un romanzo?) si viene letteralmente trasportati in una realtà parallela che ben presto ci diventerà familiare. Aver letto quest’opera di Tarek Komin è un vero privilegio e consiglio vivamente a tutti una lettura vorace.

  10. Emanuele Calchetti

    Un amaro e divertente capolavoro di satira

    Tarek Komin è un grande scrittore. Si poteva ben notare già nell’originale raccolta di racconti Il dedalo del sottosuolo, ma con Emilio Seminci e i Giorni dell’Umanesimo siamo di fronte ad un salto di qualità inequivocabile.

    La cosa che colpisce maggiormente, nelle oltre cinquecento pagine di questo godibile romanzo, è l’abilità straordinaria con cui l’autore riesce a rendere gli stati d’animo, le emozioni, i gesti volontari e involontari, ogni più piccolo particolare che caratterizza le azioni, i pensieri e le interazioni dei (e fra i) personaggi. Che dialogano tra loro accompagnati costantemente da un vero profluvio di aggettivi, di metafore, di allegorie che non sovraccaricano mai la narrazione, ma anzi scorrono con estrema brillantezza, permettendo al lettore di vivere da vicinissimo tutte le incertezze, le goffaggini, gli imbarazzi che tanto spesso caratterizzano le interazioni umane e che capita di rado di vedere rese così bene come nelle pagine dell’Emilio Seminci.

    Altrettanto impeccabile è il modo di descrivere le ambientazioni, gli spazi di quella cittadina, inventata ma così simile a tanti borghi italiani, che fin dal nomen omen di Grama riesce a trasmettere il senso di disagio che accompagna il protagonista del libro tra le sue stradine e nei locali nei quali l’intreccio, e i piani più o meno loschi degli abitanti, via via lo conducono.

    L’intreccio, appunto: una storia a dir poco geniale, ricca di colpi di scena, in cui si muovono tanti fili legati fra loro da una costruzione in cui non si vedono punti deboli, e in cui l’autore si spinge coraggiosamente verso il paradosso: diventano così perfettamente realistiche e credibili vicende da thriller che ruotano intorno alla tentata uccisione e al rapimento del gallo Piero, eventi che sconvolgono il naturale corso dei tradizionali Giorni dell’Umanesimo. La curiosa rievocazione storica è terreno naturale di invidie, risentimenti e tradimenti tra i signorotti del luogo, che, senza il timore di apparire ridicoli, si contendono, dentro un sistema di diffusa illegalità e di connivenze che li coinvolge tutti, il potere politico, la ricchezza e il prestigio sociale che può dare Grama.

    Ecco che allora l’Emilio Seminci è un’analisi profonda dell’animo umano – nella quale non può mancare l’amore, realistico e mai banale, visto nelle tante sfaccettature dell’idealizzazione e della superficialità, della passione e del ridicolo, del tradimento, della delusione – ed è soprattutto un capolavoro di satira sociale e antropologica: di tutto ciò che si muove dentro un qualsiasi borgo medievale nell’Italia del XXI secolo e, più in generale, dell’incapacità di molte persone di guardarsi da fuori mentre combattono, pateticamente, per ritagliarsi la propria fetta di inutile potere.

    Una satira molto divertente, spesso comica, per quanto velata di uno spesso strato di amarezza, inevitabile se ammettiamo l’idea che Grama è la metafora delle relazioni sociali dentro cui ciascuno di noi è invischiato, forse per sempre. Sperando almeno di essere tra quei pochi personaggi che escono da queste pagine con la connotazione di eroi positivi, seppure investiti di preoccupazioni e colmi di contraddizioni e debolezze.

    In ogni caso, Emilio Seminci e i Giorni dell’Umanesimo merita di diventare un classico della letteratura contemporanea.

  11. Gloria La Tegola

    “Emilio Seminci e i giorni dell’umanesimo” è un libro unico nel suo genere, anzi oserei dire che categorizzarlo all’interno di un genere sarebbe riduttivo poiché si mescolano satira, ironia, elementi del romanzo giallo, ma anche storie di amore e di passione, dando luogo ad un originalissimo romanzo corale. Le storie dei protagonisti si intrecciano e gli avvenimenti si susseguono rapidamente uno dopo l’altro, così il lettore si trova catapultato nella cittadina di Grama e nelle sue dinamiche, aspettando con trepidante attesa l’ennesimo colpo di scena. La trama intrigante si coniuga ad uno stile chiaro, coerente e mai banale, che trova la sua massima espressione in evocative descrizioni. Consigliato a chi ha voglia di leggere qualcosa di unico e coinvolgente!

  12. lilli

    Dalla letteratura russa che l’autore cita disseminando qua e la’ camei che descrivono un borgo come ce ne sono molti in Italia ( non ultimo quello in cui vive Tarek), al fantasy d’autore che torna prepotente come gusto contemporaneo anche nelle note cinematografiche odierne: tra questi due confini sconfinati le vicende dei vari personaggi di Grama prendono vita e forma, senza che le loro psicologie appesantiscano la trama. Una decina di giornate in costume rinascimentale, in cui perdersi e ritrovarsi nella pretesa di rivivere le atmosfere di un passato edulcorato che dovrebbe servire a dare dignità a intenti molto meno nobili. È come se lo stesso attore avesse interpretato i vari personaggi in tante repliche di se stesso, i centomila pirandelliani tasselli dell’animo umano. Scoprite anche voi le mirabolanti vicende della gallo Piero!

  13. Cinzia Montemaggi

    “Emilio Seminci e i giorni dell’Umanesimo” : il geniale, squisitamente minuzioso, prepotentemente ricco romanzo di Tarek Komin.

    Lo scrittore ci regala oltre 500 pagine di impeccabile e vivace gioco con la superba lingua italiana, in una coinvolgente immersione nella cittadina di Grama e i suoi ben ideati personaggi attraverso cui si rivelano profonde e autentiche debolezze umane.
    La trama scorre fluida nel dedalo di avvenimenti che travolgono Emilio, il protagonista, trasportandolo alla deriva fino a farlo finalmente riemergere redivivo e impercettibilmente purificato e rinforzato dopo aver superato infinite prove frustranti vissute con arrendevole sottomissione.
    Superando i travagliati “Giorni dell’Umanesimo”, come in una cerimonia di iniziazione che ha il suo culmine nel simbolico duello finale, Emilio pare guadagnarsi dignità e rispetto di fronte al suo capo, ai severi giudici di Grama e forse soprattutto di fronte a se stesso, acquisendo consapevolezza, sicurezza e maturità cosi faticosamente che deciderà di non tornare più a Grama.
    Lo scrittore salva il gallo Piero per mano di Emilio che, come uno scrigno della sua delicata anima, lo porterà con se, lontano per sempre da Grama, liberando anch’esso da un’ingenua inconsapevolezza che lo condurrebbe ad un inesorabile triste destino.
    Che altro dire! Complimenti! Leggere il romanzo di Tarek Komin diventa un viaggio dell’anima! Allora il consiglio è di leggerlo lasciandovi cullare senza paura di scoprire inevitabili debolezze..e come in un’esperienza in acqua di rebirthing guidati da mani esperte, abbandonatevi alla musica delle parole di Tarek che pare riesca a fare poesia anche in un romanzo!
    “Emilio Seminci e i giorni dell’Umanesimo” me lo immagino già…una serie televisiva…originale e…bella! Quella bellezza sottile che fa bene a tutti! Signori produttori fatevi avanti!!
    Godetevi il romanzo di Tarek Komin. Ve lo meritate!!

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