Il teorema dell’equilibrio – Matteo Capelli

 

Un suicidio apre il racconto. Poi, droga, pornografia, un furto e uno stupro di gruppo, rapporti sessuali più o meno disimpegnati e relazioni proibite.

Cinque ragazzi diversi, ognuno con la propria personalità e il proprio carattere, accomunati soltanto dal fatto di frequentare l’ultimo anno di liceo nella medesima classe.

A scombussolare la quotidianità dell’ambiente in cui essi vivono è una disgrazia che non trova spiegazione: perché Linda, loro compagna di scuola, si è uccisa?

I protagonisti affronteranno vicissitudini, drammi, nuove esperienze, turbamenti e cambiamenti. Graduali o repentini. E alla fine rimarrà da sciogliere un interrogativo fondamentale: il destino è lo stesso per tutti? Esiste davvero una bilancia fatalistica che compensa gioie e dolori nel corso della vita delle persone, rendendo l’esistenza di ciascuno uguale a quella dell’altro? E in che modo si misura questo ipotetico equilibrio?

La narrazione si sottrae a simmetria e reciprocità, quasi a voler negare il teorema paradossale che introduce il racconto. L’ago sembra voler pendere dall’una o dall’altra parte, eppure alla fine la logica riesce a chiudere l’irregolare cerchio degli avvenimenti.

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