Thanatolia – del collettivo Crypt Marauders Chronicles

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I racconti di “Crypt Marauders Chronicles” si svolgono nell’universo condiviso della tetra Thanatolia: un intero continente destinato a millenaria necropoli, custodito da due città mercantili (Handelbab e il porto di Tijaratur) che vivono del commercio di tesori e manufatti. Tombaroli spregiudicati, necromanti ed eccentrici avventurieri esplorano le tombe e riforniscono i mercati: ma scavare troppo a fondo può essere pericoloso, specie dove giace una terribile entità.

Crypt Marauders Chronicles è un progetto aperto: se vi stuzzica il background, e volete inoltrarvi a scrivere nella necropoli di Thanatolia, equipaggiatevi di grimorio e spada e sarete i benvenuti! Da un’idea di Lorenzo Davia e Alessandro Forlani, un universo di scrittura creativa condivisa a tema Sword&Sorcery.

 

 

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1 recensione per Thanatolia – del collettivo Crypt Marauders Chronicles

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    Arkham (proprietario verificato)

    Recensire questo libro non è facile, oltre che su di lui incombe lo spettro (per restare in tema) del ciclo di Zothique di Clark Ashton Smith, anche se gli stili e l’ambientazione risultano diversi. Il pregio di questi racconti è di avere dei personaggi meno idealizzati, con dei comportamenti più rozzi e brutali, roba che Conan il barbaro sembra Harry Potter. Le storie sono affascinanti, mai noiose e si divorano come un gelato sotto il sole di Ferragosto, anche se la presenza di più autori le rende meno unitarie a livello stilistico (ma era quello lo scopo dei curatori). Certo alcune tematiche andrebbero approfondite, ma spero che si possa rimediare in un’eventuale seguito. Le illustrazioni in bianco e nero di ottima fattura ricordano i vecchi giochi di ruolo cartacei tipo Kata Kumbas, mentre la mappa del mondo avrebbe potuto essere più nitida (si legge lo stesso, però c’è qualche difficoltà). Nulla da dire per la consegna effettuata da parte della Watson edizioni, davvero gentili e professionali allo stesso tempo. In conclusione se amate il fantasy e cercate una valida alternativa ai soliti racconti anglosassoni, vi consiglio di leggere questo libro, uno degli esperimenti di scrittura collettiva più riusciti dai tempi del Weird Tales.

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